Tutto può cambiare (Begin Again, 2013)
In una sequenza del divertente film musicale Tutto può cambiare (Begin Again, 2013) dello sceneggiatore e regista John Carney, interpretato da due attori molto empatici, belli fuori e dentro, Keira Knightley (Gretta), Mark Ruffalo (Dan Mulligan), si vede frontalmente l’Empire State Building, dalla base al cielo, nella sua totalità e imponenza… sicuramente meglio che in King Kong.
Infatti una delle molte scene musicali si svolge sul tetto di un edificio — proprio di fronte all’Empire — posto sulla costa della baia di Long Island City, nell’Est River. Dallo stesso tetto si vedono in notturna altri importanti grattacieli di Manhattan.
L’Empire State Building (1931) in stile Art déco fu progettato e costruito dallo Studio di architettura Shevre, Lamb & Harmon Associates (specializzato in edifici in stile Neo Tudor), in particolare da William Frederick Lamb, Yasuo Matsui, Arthur Laomis Harmon, Gregory Johnson. Uno studio professionale al quale varrebbe la pena dedicare un intero articolo per la complessità e la qualità degli interventi progettuali realizzati in tutti gli States. In specie quelli dell’architetto giapponese Yasuo Matsui (1877-1962) autore, quasi sconosciuto ai più, dall’importante biografia.
Ma andiamo per ordine perché di New York in questo film ce n’é parecchia. La pellicola ha ottenuto una candidatura all’Oscar per la canzone Lost Stars di Adam Levine insieme alla bella coinvolgente colonna sonora Pop rock di Gregg Alexander (cantautore e produttore discografico) e di Danielle Anne Brisebois (cantautrice, attrice e polistrumentista) entrambi statunitensi e appartenenti negli anni ’90 al gruppo rock New Radicals. Le musiche sono cantate dalla stessa Keira Knightley.
Un film, pudico, con molta musica e molta New York proprio perché il soggetto si impernia su due personaggi che gravitano intorno al mondo della canzone: la castissima Gretta e il beone Dan. Lui un produttore discografico disoccupato lei una cantautrice londinese, moglie del cantautore Dave Kohl (proprio lui, Adam Levine), che è nella Grande Mela perché il marito ha fatto un contratto con una Casa discografica per produrre un Cd e per lanciarlo in una tournée americana.
Gretta e Dan, entrambi abbandonati per la solita ragione, sesso, dai rispettivi coniugi fedifraghi, si incontrano in un locale, al Vazac’s Horseshoe Bar, ove la malinconica giovane canta la sera aspettando fiduciosa il ritorno di Dave. Rimanendo subito colpito dalla sua musica, l’ubriaco Dan, le propone di fare un demo… Gretta prima tentenna poi accetta e gli suggerisce di realizzarlo nei luoghi più emblematici di Manhattan, esattamente quelli che interessano a noi esploratori di architetture filmiche. Mott Street (btw Prince Street and E Houston Street), Times Square. Washington Square Park, Greenwich Village, il Central Park con il Boating Lake con la Bethesda Terrace e molte altre.
Il rettangolo del Central Park a Manhattan, con le strade che lo circondano, è il centro simbolico culturale e spirituale laico della città di New York. Un giardino all’inglese — concettualmente ispirato ai Vauxhall Pleasure Gardens londinesi — è opera degli urbanisti architetti britannici Calvert Waux (1824-1895) e Frederick Law Olmsted (1822-1903). Inaugurato nel 1857, 341 ettari di verde pubblico, il parco si trova nella Uptown tra due quartieri residenziali l’Upper West e l’Upper East Side. È il luogo più visto e citato nei film in assoluto, impossibile farne un elenco. Da Wikipedia … “Il parco non faceva parte del piano regolatore del 1811; tuttavia, tra il 1821 ed il 1855, New York quasi quadruplicò la sua popolazione e, a causa dell’espansione della città, i newyorkesi si ritrovarono a disporre di pochi spazi aperti”… In Central Park ci sono numerosissimi monumenti, ne voglio citare tre in particolare perché (anche se non si vedono nel film) sono molto cinematografici, sembrano in movimento: quello in bronzo dedicato a Hans Christian Andersen (1805-1875) seduto, con la tuba appoggiata al suo fianco, su una panchina mentre un’anatra lo guarda, realizzato nel 1955 dallo scultore Georg John Lober, il secondo dedicato a un’altro genio letterario, Lewis Carroll (1832-1898) ovvero il gruppo bronzeo (1959) di Alice nel Paese delle Meraviglie (1865) dello scultore Jose de Creeft con il Bianconiglio, il Ghiro e lo Stregatto. I personaggi sono tutti posizionati intorno ad Alice che siede su un grande fungo. La statua del Cappellaio Matto dovrebbe essere una caricatura del mecenate George Delacorte, il finanziatore dell’opera. Altra opera notevole è la statua del 1927 del cane eroe (al quale hanno dedicato molti film e cartoni) Balto (1919-1933) di Frederick George Roth, noto scultore di animali. Nel parco si svolgono, in luoghi deputati, molte attività culturali, sportive e ricreative. Tra le varie costruzioni c’è Belvedere Castle (1869) in stile eclettico Gotico Romanico di Calvert Waux e Frederick Law Olmsted. il Central Park offre decine di attività tra le quali lo Swedish Cottage storico teatro delle marionette e l’antica giostra del 1870, sempre per i bambini ci sono 21 parchi giochi. D’inverno c’è anche una pista di pattinaggio frequentata ogni anno da più di un milione di cittadini.
Mentre nel film il nostro gruppo musicale suona e canta stando in barca sul Boating Lake (1862), ecco che, sullo sfondo, sul lato occidentale, affacciata a due livelli sul lago, si vede molto bene la Bethesda Terrace (1864) a cui si arriva dalla 72nd Street Cross Drive attraverso il Children’s Gate. La Bethesda fu disegnata dallo stesso Calvert Waux con le decorazioni dello scultore Jacob Wrey Mould (1825-1886). Si compone di una terrazza superiore da cui si accede tramite due scalinate ad una terrazza inferiore che sfiora proprio il lago, con la Bethesda Fountain – Angel of the Waters (1873) della scultrice Emma Stebbins, la fontana si vede bene, attraverso gli archi, quando i nostri amici, nel film, cantano sotto la terrazza superiore. È il lago di cui parla Jerome D. Sallinger (1919-2010) nel Giovane Holden (The Catcher in the Ray, 1951). “…sa le anatre che stanno in quello stagno vicino a Central Park South? Mi saprebbe dire per caso dove vanno le anatre quando il lago gela? Lo sa per caso?”. Sicuramente qualcuno lo sa… non ho mai cercato la risposta… perché ciò che conta è solamente la domanda… provo a dare una risposta: forse vanno a proteggersi sotto il Bow Bridge, un ponte del 1862 in ghisa sempre di Mould e Waux. Il Giovane Holden è il libro che ho più amato da ragazzo, era il 1961 — da poco venuti ad abitare a Torino me lo diede da leggere mio fratello Vittorio —, per noi fratelli era diventato una specie di manuale di comportamento “segreto”. Holden, un tizio di New York, ci assomigliava moltissimo. All’interno del parco ci sono altri laghi tra i quali il Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir,
Dal lago si scorgono anche una coppia di torri unite tra loro da una base alta 15 piani che ricordano vagamente le Torri Gemelle (1973 — 11 settembre 2001) è l’Eldorado Building (1929) dell’architetto austro-ungherese Emery Roth (1871-1848) uno storico palazzo residenziale in stile Art déco di 35 piani. Per Roth fu un fallimento economico finanziario. Capitò che lo finisse proprio durante la crisi del ’29.
Il Central Park ingloba anche il Metropolitan Museum of Art (1873) in style eclettico a cui si accede dalla Quinta Strada. Il museo fu progettato dagli stessi Calvert Waux e Jacob Wrey Mould.
Altro luogo di N.Y. dove ritroviamo i due nostri amici camminare di notte, mentre sentono musica attraverso le cuffie, è Times Square, formata dall’incrocio di diverse vie, anch’esso simbolo della Grande Mela; un’icona sempre mutevole per via delle sue luci. Times Square è nota soprattutto per i grandi e numerosi spazi pubblicitari animati e digitali.
Mentre l’arco di trionfo sotto cui la banda suona è il Washington Arch (1891) dedicato a George Washington (1732-1799) primo Presidente degli Stati Uniti dello scultore architetto Stanford White. L’arco si trova in Washington Square Park (1827) nel quartiere di Greenvich Village. Costruito in marmo bianco Tuckahoe a imitazione dei monumenti che gli imperatori romani fecero erigere in tutto l’impero per celebrare le loro vittorie. L’iconografia dell’arco è incentrata su immagini di guerra e di pace. Interessante l’iscrizione di Washington sul frontale recita: “Alziamo il vessillo sotto al quale il saggio e l’onesto possano riparare. La vittoria è nelle mani di Dio”. Il lato nord del pilone orientale dell’arco reca la statua di George Washington Comandante in Capo, opera realizzata da Hermon A. MacNeil (1866-1947) nel 1916, il Generale è affiancato dalle figure della Fama (a destra) e dal Valore (a sinistra). Alla base del pilone dell’arco occidentale è posta la statua di George Washington quale Presidente, assistito dalla Saggezza e dalla Giustizia, realizzata nel 1918 da Alexander Stirling Calder (1870-1945) (padre di Alexander Calder (1898-1876), The apple doesn’t fall far from the tree), affiancato dalle figure della Giustizia (a destra) e della Saggezza (a sinistra) in quest’ultima scultura, una mano tiene un libro recante la frase latina Exitus Acta Probat (Il fine giustifica l’azione). Sempre nel parco ci sono le statue in bronzo del 1888 di Giuseppe Garibaldi (1807-1882) dello scultore Giovanni Turrini (1841-1899) e l’altra di Alexander Lyman Holley (1832-1882), un eminente ingegnere che aiutò la nascente industria siderurgica americana con l’invenzione del Processo Bessemer per la produzione dell’acciaio industriale. John Quincy Adams Ward (1830-1910) modellò il ritratto poi fuso in bronzo dalla Henry-Bonnard Bronze Company di New York nel 1889. Il piedistallo è stato progettato dall’architetto Thomas Hastings (1860-1929). Il monumento è in stile Beaux-Arts. Il busto è montato sul pilastro centrale di un piedistallo tripartito elaborato in pietra calcarea dell’Indiana.
Tutto il film viaggia in metropolitana, bici, e su una Jaguar XJ (1968) del designer britannico William Heynes (1903-1989). Nera, sedili in pelle, cruscotto in radica, specchietti retrovisori e particolari cromati. Che meraviglia!!!
Nel capolavoro diretto dal regista messicano Alejandro González Iñárritu, Birdman o l’imprevedibile virtù dell’ignoranza (Birdman or The Unexpected Virtue of Ignorance, 2014), si vedono benissimo Broadway, Times Square, l’esterno e l’interno St James Theatre (già The Erlanger Theatre, 1927) dello studio di architettura Warren and Wetmore, la semplice facciata in mattoni del teatro è resa estremamente caratteristica da una grande loggia in ghisa che maschera le scale antincendio sul fronte strada. Gli architetti Whitney Warren (1864-1943) and Charles D. Wetmore (1866-1941) sono autori di importanti edifici di New York tra i quali il Grand Central Terminal (1912) in stile monumentale Beaux-Arts.
Il film nel 2015 ha vinto tre Premi Oscar come miglior film, miglior regista, migliore sceneggiatura originale. Il teatro compare anche nel montaggio di apertura di Manhattan (1979) di Woody Allen.
Foto di Anthony Rosset su Unsplash

