Il Santo (The Saint, 1997)

Eccoci di nuovo a Londra. Le location dei film, gira e rigira ruotano sempre intorno alle stesse città che, sempre più grandi e complesse, a volte inducono alla conservazione degli edifici attualizzandoli alle necessità dello sviluppo economico del momento altre per la stessa ragione a distruggerli. Due splendidi casi simili per destinazione d’uso, uno londinese l’altro in Italia a Rivoli: il primo la Tate Modern di Bankside una ex centrale termoelettrica con una forte identità storica culturale, è un esempio virtuoso di conservazione di un edificio industriale. La ristrutturazione del 2000 dello studio svizzero Herzog & De Meuron l’ha trasformata, con l’aggiunta di un’edificio integrativo nel 2016, in una realtà architettonica super innovativa, una Galleria d’Arte Contemporanea; il secondo in Piemonte vicino a Torino, il recupero del Castello di Rivoli (origine IX-X sec.) anch’esso a Museo d’Arte Contemporanea — nelle parti rimaste sei-settecentesche — avvenuto tra il 1984 e il 1986 su progetto dell’architetto Andrea Bruno. Un “tesoro” per i location’s manager ossessivamente sempre a caccia di diegetici scorci scenografici. 

Di contro a tanta meraviglia sempre a Torino un esempio di cui vergognarsi, in quanto ex edificio pubblico della Regione Piemonte, la distruzione del Palazzo dei Convegni (1973) dell’architetto Amedeo Albertini (1916-1982) in corso Stati Uniti. 

Nel film Il Santo, le riqualificazioni conservative londinesi, di edifici relativamente recenti, sono il punto di forza della pellicola, la regia indugia molto sugli ambienti in cui si svolge la storia creando un forte coinvolgimento. 

Sinopsi: in Il Santo (The Saint, 1997) diretto dal regista australiano Phillip Noyce, Simon Templar (Val Kilmer), uno dei due interpreti principali del film, è un criminale trasformista di grandissima intelligenza e cultura, dall’infanzia difficile passata al “St Ignatius Orphanage”, ha accumulato 50 milioni di dollari molto in fretta facendo truffe. Usando di volta in volta maschere diverse con identità differenti, uno stile Templar, sempre legate a nomi di santi. Un bellissimo personaggio, molto dandy, inventato dallo scrittore britannico Leslie Charteris (1907-1993). L’altra protagonista è la bella Emma Russell (Elizabeth Shue), una scienziata, professoressa a Oxford, molto vicina alla soluzione della formula della fusione nucleare fredda che permetterebbe al mondo di avere energia pulita a costo zero. Templar viene incaricato, dal miliardario russo Ivan Tretiak — senza che questi sappia che poco prima a Mosca lo stesso Templar, gli ha sottratto un prezioso microchip dalla cassaforte della Tretiak Oil Company — di rubare alla donna gli studi che tiene su alcuni foglietti nascosti addosso nel sua biancheria intima (è ossessionata dal fatto che i colleghi potrebbero copiarglieli), un’idea molto ingenua che si accetta in quanto parliamo di un triller sentimentale romantico, lui lei, sotto certi aspetti di un intrigo internazionale molto Hitchcockiano. Nulla di eccezionale, quindi tutto artisticamente possibile per Templar. Anzi sessualmente possibile… per avere la formula basta convincere la professoressa a spogliarsi.

Tutto il film è girato in luoghi mitici di Londra e dintorni di grande interesse culturale, che hanno subito nei secoli varie ristrutturazioni, una vera chicca per gli amanti dell’arte del restauro.

Un edificio molto interessante nei sobborghi di Londra è la Wyfold Court (1874-1884). La casa è opera di George Somers Leigh Clarke (1822-1882) allievo di Sir Charles Barry (1795-1860); Clarke lavorò per Barry ai progetti della ricostruzione del Palazzo di Westminster (1847). La casa fu progettata, in mattoni e pietra, per il magnate del cotone e politico conservatore Edward Hermon. Si trova Rotherfield Peppard nell’Oxfordshire. Viene definita in stile Gotico francese con un’atmosfera da film horror (di humor forse più scozzese che francese). La costruzione fa parte delle architetture d’interesse storico di 2° grado. Da casa padronale fu trasformata in ospedale e oggi in appartamenti privati. Una meraviglia abitarci per chi ama vivere con i fantasmi. 

Sempre perfettamente ristrutturato ecco apparire l’ex Halcyon Hotel, 81 Holland Park, in stile Vittoriano. Oggi è diventato un condominio privato. In origine l’hotel fu celebre per via dei tanti personaggi del mondo dello spettacolo che lo frequentavano provenienti da ogni parte del mondo, l’equivalente del Chateau Marmont di Los Angeles.

La dottoressa Russell lavora al Queen’s College (1341), High Street, Oxford; il Queen’s College, è uno dei collegi che fanno parte dell’Università di Oxford. Le fondamenta e alcune parti, ancora esistenti, risalgano al medioevo mentre la costruzione attuale compresa la Cappella è del XVIII. Intorno al 1700 fu, ahimè, abbattuto il Collegio medievale (1343) per ricostruirlo nel 1730 in modo che il Queen’s avesse un’aspetto all’altezza dei tempi, moderno, adeguato al secolo dei lumi, alle rivoluzioni culturali, democratiche e industriali in corso —  la biblioteca è tra le più importanti del mondo, molto estesa ospita rari manoscritti — divenendo l’unico college di Oxford in stile Barocco, progettato dal geniale architetto inglese Nicholas Hawksmoor (1661-1736) discepolo di Christopher Wren. 

È nello Shelley Memorial (1893), opera dell’architetto vittoriano Basil Champnews, nell’University College (1249) di Oxford che Templar alias St Thomas More posa, per colpire il cuore di Emma, davanti alla figura dell’annegato — simulacro dello stesso Percy Shelley (1792-1822) trovato morto sulla spiaggia di Viareggio dopo il naufragio della sua goletta — in marmo bianco, sorretta da bronzei ippogrifi alati con a fronte in primo piano una donna seduta e piegata dal dolore, il tutto su un basamento in marmo verde di Gressoney. Il monumento è di Edward Onslow Ford (1852-1901). Originariamente destinato alla tomba del poeta nel Cimitero Acattolico di Roma detto degli inglesi, ma, troppo grande, fu poi donato nel 1894 all’University College dalla vedova di Shelley; collegio da cui il poeta fu espulso per via di un suo libello anticlericale. 

Il The Trout Inn (XVII sec) la ‘Locanda delle trote’ sul Tamigi, nella cittadina di Lower Wolvercote nell’Oxfordshire è il Pub lungo il fiume in cui la Russell con Templar alias St Thomas More fanno conoscenza e si innamorano per sempre. Una antica locanda in pietra e tetto in scàndole, a cui si arriva con un ponte in legno, frequentata dai tempi dei tempi da scrittori, intellettuali, eminenti personaggi, tra i tanti C.S. Lewis e Lewis Carroll.

Anche il Berlin Templehof Airport utilizzato da Templar nei suoi spostamenti in realtà si trova a Londra e non in Germania. È l’attuale Lawrence Hall (1928), originariamente una delle due Royal Horticultural Halls in Greycoat Street a Westminster. Oggi luogo trasformato, con l’aggiunta di una sala ipogea, in centro congressi e espositivo. La spettacolare volta ad arcate paraboliche in calcestruzzo armato della Lawrence Hall fu progettata in stile Art Deco dagli architetti John M. Easton (1889-1975) e Sir Howard Robertson (1888-1963). Il nome dell’edificio si riferisce a Trevor Lawrence, uno dei presidenti della Royal Horticultural Society (1804). Dal 1983 è inserito nell’elenco dei siti storici di 2° dell’Inghilterra. L’edificio è stato usato come location di importanti film: Pink Floyd-The Wall (1982), Indiana Jones: l’ultima crociata (1989) e Il Riccardo III (1995).

Come al solito malgrado molte scene si svolgano a Mosca si vedono solamente pochi esterni della capitale russa; tutto, come ho già scritto, è stato girato a Londra. Solamente  viste fuggevoli della solita splendida Piazza rossa, dell’Hotel Peking (1956) in stile Classicista socialista, progettato dall’architetto Dimitrij Čečulin (1901-1981) e il monumentale Ministero degli Affari Esteri. 

Il “Tretiak Oil & Gas Industries Moscow HQ“, dove il miliardario magnate del petrolio tiene la sua conferenza stampa, è la mozzafiato Drapers’ Hall (1420-1899) la ‘Sala della livree’ più volte ricostruita nell’arco della sua storia a causa di incendi e cambiamenti di proprietari. L’edificio attuale è opera del maestro geometra carpentiere Edward Jarman (morto nel 1668), andato parzialmente distrutto nel ‘700 sempre a causa di un incendio e subito ricostruito, in seguito ristrutturato nel 1860 Herbert Williams e ulteriormente modificato nel 1899 da Sir Thomas G. Jackson (1835-1924). Normalmente la Drapers’ Hall non è aperta al pubblico, la si può visitare soltanto in un fine settimana di settembre insieme ad altri edifici della capitale grazie all’associazione volontaristica Open House London.

Anche l’hotel, della lobby ‘russa’, dove la Russell raggiunge Templar non è a Mosca ovvero il Rosewood London Hotel, cinque stelle a pochi passi da Covent Garden. La ristrutturazione in albergo del magnifico ex Pearl Assurance Building (1912-1960) in stile Neo barocco edoardiano progettato da C. Newman, continuato da P. Moncton nel 1930 per essere completato dallo studio Bates & Sinning tra il 1954 e il 1960. Costruito in pietra di Portland e granito, facciata in bugnato con colonne e lesene ioniche che si innalzano dal 2°al 4° piano sorreggendo delle trabeazioni. Ingresso ad arco a tutto sesto con chiave di volta, La costruzione fa parte delle architetture d’interesse storico di 2° d’Inghilterra. L’unico hotel rilassante di Londra… Templar conosce i posti migliori per coinvolgere la bella Emma. 

Foto di K. Mitch Hodge su Unsplash Queen’s College