1° incontro del ciclo Ritratti.

CARLO MOLLINO – LUTRARIO (1951) | lunedì 13 settembre 2021 ore 17,30 |  Lutrario via Stradella 8.

Moderatore: Maurizio Ternavasio, giornalista

Relatori : Sergio Pace, PoliTo | Laura Milan, architetto, Comunicarch

Sono stati richiesti  al CNAPPC n. 2 crediti professionali.

Incontro pubblico in presenza. Ingresso gratuito per il pubblico e i soci IN/Arch. Gli architetti che non sono iscritti ad IN/Arch e che desiderano i crediti dovranno pagare € 5 per i diritti di segreteria.

Per partecipare all’incontro occorre iscriversi sulla piattaforma di Eventbrite e all’ingresso occorre presentare il Green Pass.

CARLO MOLLINO

Architetto, fotografo e designer, tra le personalità più vivaci e versatili dell’architettura moderna. Tra le sue maggiori realizzazioni vi sono la stazione per slittovia al Lago Nero in Val di Susa (1947) e, a Torino, la Sede della Società Ippica Torinese (1940), l’Auditorium per la RAI (1952), la sede della Camera di Commercio (1972) e la ricostruzione del Teatro Regio (1973).

IL LUTRARIO – LE ROI

La storia del Lutrario ha inizio nel 1926 quando il giovanissimo Attilio Lutrario, ballerino d’avanspettacolo e imprenditore,emigrato da bambino negli Stati Uniti, apre un locale estivo da ballo ed una sala cinematografica di fortuna, nell’ex dopolavoro ferroviario, un tempo adiacente alla piccola stazione di Porta Dora. Il progetto fu affidato all’artista e architetto bulgaro Nicolaj Diulgheroff. Si trattava di una sala in cui l’allestimento originale era soggetto a continue modifiche, con scenografie realizzate con giganteschi barracani, lampade di Aladino, navi costruite dagli stessi clienti e addirittura un “giardino futurista Dora”. La pista estiva a scacchi bianchi e neri suggerisce a Lutrario il nome Blechenduait, scritto proprio così.

Qualche anno più tardi nel 1941 Lutrario decide di realizzare, in un lotto occupato da una villa con giardino, posta dall’altra parte delle strada, un vero cinema ed una sala da ballo, affidando il progetto a Nicolaj Diulgheroff eCarlo Alberto Bordogna. Il nuovo cinema, ha i caratteri delle architetture tardo razionaliste con un rigoroso perimetro esterno rettangolare ma con una facciata superiore convessa,in contrasto ottico con il profilo in curva della strada. Si tratta di una struttura innovativa con una galleria a ferro di cavallo e una platea degradante, per una capienza complessiva di 1100 spettatori. La restante parte del lotto verrà affittata ai fratelli Bosio che successivamente vi costruiscono un capannone adibito a officina meccanica. E’ in questo spazio che nel 1959Lutrario decide di realizzare la nuova sala da ballo, coinvolgendo oltre a Bordogna anche Carlo Mollino per la progettazione degli interni. Il celebre architetto torinese, che aveva da poco progettato la sala dell’Auditorium e qualche anno dopo, tra le altre, progetterà la nuova Camera di Commercio ed il Teatro Regio, interviene in uno spazio ricavato nel retro del cinema, a cui si accede attraverso una lungo corridoio da via Stradella. Corridoio di accesso che Mollino progetta come un percorso a episodi, caratterizzato da ambientazioni e materiali stupefacenti, come l’ingresso pavimentato con ceramiche e marmi di colore verde-blu, lo stemma a scacchiera in memoria del Blechanduait, le pareti rivestite con un mélange di piastrelle decorate, il leggero cancello interno in ferro battuto prima del guardaroba, la balconata che si intravede al fondo e che annuncia la presenza della grande sala a doppia altezza. Attraverso un lungo corridoio sinuoso e luminescente si giunge così in una grande salaabbracciata da una lunga balconata curva, seguendo l’idea espressa nei primi schizzi: quella di realizzare uno spazio adatto ad accogliere un flusso di persone in continuo movimento, che entrano, ballano, bevono, escono. Movimento nello spazio che è richiamato dalla spirale di luci che Mollino dispone a soffitto. Al centro della grande sala si trova il palco, a destra si intravede la principale scala di accesso alla balconata superiore. La scala curva, vestita con un’organica ringhiera in ferro battuto, è magistralmente ricavata all’interno di una delle grandi aperture realizzate sul solaio della balconata. Le aperture tonde generano una compenetrazione visiva tra i due piani, in un gioco articolato di luci, colori e riflessi. Specchi, tendaggi e pareti decorate richiamano diversi interni delle già realizzate casa Devalle e case Minola, ma anche di Casa Mollino di via Napione, di poco seguente.

La sala da ballo aprirà il 16 novembre del 1960 per ospitare cantanti e complessi musicali di successo, anche di fama internazionale. Il cinema, inizialmente di terza visione e successivamente passato alla seconda visione, chiuderà negli anni ‘70 e verrà gradualmente sostituito da alcune attività commerciali. Il Dancing Lutrario, nel frattempo chiamato Le Roi, proseguirà la sua attività fino ai giorni nostri, sotto la guida dell’appassionato promoter Toni Campa insieme a Luciana De Biase.

Committenza: Attilio Lutrario

Progettisti: Carlo Alberto Bordogna (Torino, 1913-1998) e Carlo Mollino (Torino, 1805- 1973)

Progetto del cinema: 1950

Inaugurazione del cinema:1951

Progetto della sala da ballo: 1959

Inaugurazione sala da ballo: 1961

Indirizzo: Via Stradella 8, Torino 

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