INCONTRO RIMANDATO A CAUSA DEL SOVRAPPORSI DI DIFFICOLTA’ TECNICHE E INCERTEZZE DOVUTE AL DILAGARE DELLE PANDEMIA COVID-19. L’incontro è spostato al 16 maggio prossimo sempre alle ore 17,30.

 

 

ANCHE L’INCONTRO PREVISTO PER IL 24 GENNAIO è STATO RIMANDATO A MAGGIO. GLI ALTRI APPUNTAMENTI IN CALENDARIO PER I MESI DI FEBBRAIO, MARZO ED APRILE RIMANGONO IMMUTATI.

 

IL PROGRAMMA AGGIORNATO QUI 

13° INCONTRO DEL CICLO RITRATTI.

LUNEDÌ 16 MAGGIO 2022 ORE 17,30/19,30 | incontro pubblico in presenza.

Moderatore: Franco Lattes, IN/Arch

Relatori:Paolo Mellano, PoliTo |  Michela Rosso, PoliTo

Per l’incontro sono stati richiesti al CNAPPC 2 Crediti Formativi professionali per gli architetti di tutta Italia.

Incontro pubblico in presenza. Ingresso gratuito per il pubblico e i soci IN/Arch. Gli architetti che non sono iscritti ad IN/Arch e che desiderano i crediti dovranno pagare € 6 per i diritti di segreteria.

Per partecipare all’incontro occorre iscriversi sulla piattaforma di Eventbrite e all’ingresso occorre presentare il Green Pass e indossare la mascherina.

Giorgio Raineri (1927- 2012), nel suo rapporto esclusivo e riservato con il progetto e con la costruzione, combinato con la curiosità raffinata dei suoi orizzonti culturali, rappresenta una delle figure più esemplari di una stagione intensa del tardo Novecento in Piemonte. Ha operato significativamente intorno ai temi della residenza, dell’architettura religiosa e di quella scolastica, talvolta anche di quella industriale, in collaborazione con il fratello Giuseppe, ingegnere, e spesso in un fecondo sodalizio con altri progettisti a lui vicini.

Giorgio Raineri, complesso destinato a Scuola Materna ed edificio per abitazioni, in Corso Unione Sovietica, Torino 1965.

In una zona periferica allora ancora segnata da presenze agricole, dove le nuove urbanizzazioni si protendevano verso il complesso industriale di Mirafiori, Giorgio Raineri ottenne dalla Provincia domenicana dei Padri Predicatori l’incarico di realizzare un complesso destinato a Scuola Materna ed edificio per abitazioni, in corrispondenza della testata Nord di un isolato dove il Piano del 1959 prevedeva maniche edificate in cortina, con cortile e bassi fabbricati nella parte centrale. L’impianto ad H riempie il perimetro della proprietà, garantendo connessione tra le diverse funzioni e stabilendo una rigorosa ripartizione di ruoli e figurazioni.

Le intenzioni di architettura si misurano con l’anonima cortina di condomini che fanno da quinte al corso, dove un grande muro cieco rappresentava, nella preesistenza, l’attesa di una plausibile conclusione. La soluzione di Raineri si misura con la necessità di contrapporre tipi, funzioni, ruoli urbani discordanti, in un tessuto di per se povero e sfilacciato. Un nuovo edificio si accosta in aderenza al muro cieco esistente e prolunga la cortina residenziale. Gli allineamenti e i ritmi della facciata preesistente si allineano “programmaticamente” con quelli del nuovo volume edificato,. Da lì, da uno stretto edificio di dieci piani ad unica scala, destinato agli alloggi delle religiose, il volume si prepara, con una scalettatura di due piani, alla brusca discesa verso la manica, necessariamente lunga e bassa, che ospita l’asilo e le aule di catechismo, proseguendo l’allineamento a Nord-Ovest lungo Corso Unione Sovietica, e risvoltando su Via Rosario di S. Fe. All’angolo, un volume si solleva a bloccare il lungo terrazzo, in corrispondenza di una piccola sala conferenze dove il volume interno si protende verso l’alto, differenziandosi dalla uniformità degli altri ambienti scolastici. Una modulazione scarna e severa, scandita da lesene in calcestruzzo, svolge il ruolo di garantire una qualche coerenza tra i volumi così dissonanti.

All’asciutto e severo fronte urbano, i cui volumi si concludono con tetti piani omogenei agli edifici al contorno, si contrappone verso l’interno una spazialità più distesa, vitale e accattivante, racchiusa lungo il fronte a Sud-Ovest da una manica bassa destinata ad una successione ritmata di spazi didattici. Qui ricompare il tema del tetto, caratterizzante gran parte dell’opera di Giorgio Raineri, come ricerca di figuratività e di protettiva accoglienza. I tetti ritornano protagonisti in uno studio volumetrico elaborato, dove la ripetuta modulazione tridimensionale delle coperture corrisponde perfettamente alla geometria semplice e rigorosa degli ambienti scolastici, delle aule e degli spazi per la ricreazione e del refettorio nella manica di collegamento.  

Un reperto, finora integro, di una stagione fervida e fragile dell’architettura torinese e forse uno dei pochi ancora sopravvissuti nella vasta produzione di Giorgio Raineri. Un progetto schivo, tra gli schivi progetti di un progettista riservato, militante e colto, lontano da ogni intenzione di protagonismo, di clamore, di “fuori luogo”. Dunque, anche un progetto rimasto nell’ombra, lontano dalle attenzioni pur reticenti della critica e da quel poco di notorietà che l’architettura occupa nei saperi diffusi.

Committenza: Provincia Domenicana dei Padri Predicatori di Piemonte e Liguria 

Progettista : Giorgio Raineri con la collaborazione di Giuseppe Raineri per le strutture

Costruzione: Impresa Raineri

Cronologia: 1965 | 1968

Indirizzo: Torino, Corso Unione Sovietica 223/25

Foto tratta da GIORGIO RAINERI 1927-2012 a cura di Gentucca Canella e Paolo Mellano, Franco Angeli editore, Milano 2020

LA PAGINA DEL SITO IN/ARCH DEDICATA ALLA RASSEGNA RITRATTI QUI

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IL PROGRAMMA COMPLETO di RITRATTI QUI

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