IL PROGETTO COME CURA E APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE

Siamo alla seconda uscita della collana SEED actions for future, Rubbettino Editore, con un numero dedicato all’esplorazione dell’approccio multidisciplinare e del concetto di Cura nella teoria e nella pratica del progetto. 

In un contesto caratterizzato dalla crescente complessità dei fenomeni, riconosciamo che la collaborazione tra discipline sia diventata una componente fondamentale per sviluppare soluzioni innovative e durature. 

I precedenti

L’approccio multidisciplinare non è certo una novità assoluta, il rapporto tra complessità dei fenomeni e meta-disciplinarietà sono oggetto di riflessioni e ricerca da decenni. Spesso, affrontata come problema di multidisciplinarietà o interdisciplinarietà ha trovato applicazione principalmente nelle scienze ambientali che si occupano delle modificazioni su scala globale generate da processi avviati dall’azione umana. Il termine è diventato comune, infatti, alle scienze della terra, alla biologia e geografia, nonché alla ricerca di modelli conoscitivi.

Durante la settimana di discussione e dibattito all’interno del Festival internazionale di architettura – SEED actions for future – svolto a Perugia ed Assisi tra il 24 e il 30 aprile del 2023, Meta-disciplinarietà e Progetto come Cura sono stati i temi conduttori del dibattito articolato tra interventi di fisici, matematici, psicologi, filosofi e architetti, economisti e imprenditori.

Parole chiave: Ibridazione, Contaminazione, Manipolazione

Tre concetti cruciali – ibridazione delle tecniche, contaminazione dei linguaggi e manipolazione delle forme riflettono la condizione attuale della conoscenza. Spesso fraintesi e incompresi, oggi, non possono che essere intesi come modalità per attuare il dialogo tra discipline e condizioni per la costruzione di modelli meta-disciplinari.

Il Progetto come risposta al cambiamento.

La cura del territorio, della città e dell’architettura è al centro del nostro dibattito contemporaneo. È più di un semplice dibattito, è una necessità impellente, un percepire di essere in pericolo. Il rapido sviluppo urbano e territoriale e il riscaldamento globale mettono a dura prova il nostro patrimonio naturale, costruito e umano. In questo contesto, il Progetto emerge come disciplina che risponde responsabilmente alla domanda di trasformazione e cura del territorio nell’orizzonte della durabilità.

Responsabilità individuale e collettiva

Di fronte a luoghi degradati, edifici abbandonati, territori devastati, sorgono domande sul perché non ne abbiamo avuto cura. Questo non è solo un problema di proprietà o di politiche pubbliche distratte, è un problema di responsabilità individuale e collettiva che richiede un approccio sistemico e persino un cambiamento antropologico.

Le devastazioni che gli eventi climatici stanno producendo nel mondo pongono la domanda se veramente ci siamo presi cura di quel determinato territorio che pur appariva solidamente disegnato nella forma della sua organizzazione agricola, industriale, infrastrutturale. Ben disegnato, tuttavia, per il massimo sfruttamento, caratterizzato da un costante consumo di suolo e per questo impreparato a sostenere l’impatto dei cambiamenti climatici. 

La pianificazione territoriale consente di indirizzare in modo consapevole lo sviluppo urbano e rurale e come ricordato in SEED 01 nel riorientare le priorità, gli strumenti e le politiche di intervento della Pubblica Amministrazione con una visione che dovrebbe rendere i risultati duraturi e globali. 

Con SEED 02 proponiamo un viaggio di esplorazione tra rete di lettura dei fenomeni e metodo per affrontare le sfide del nostro tempo con l’obiettivo di stimolare conversazioni utili a soluzioni innovative e durevoli.

Foto di Aaron Burden su Unsplash 

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