PREMIO IN/ARCHITETTURA 2023 PIEMONTE E VALLE D’AOSTA | PREMIO INTERVENTI DI NUOVA COSTRUZIONE
Progetto ELASTICO Farm | Committente Guido Fejles | Impresa Defilppi Costruzioni
MOTIVAZIONI DELLA GIURIA
Il sogno della “casa sull’albero”. L’ampliamento, generato per gemmazione dalla casa originale, sfrutta il distacco e la sospensione per mantenere la godibilità del giardino e ottenere viste e prospettive inconsuete.
Il nucleo vuoto è una corte senza pavimento. La vegetazione penetra e avvolge l’edificio; un percorso continuo crea un rapporto tra gli spazi abitati, il vuoto e la vertigine prodotta dal distacco dal terreno. Una concreta riflessione sul potenziale del patrimonio edilizio costruito per lo sviluppo di nuovi modi di abitare senza perdere stupore e poesia.
RELAZIONE
La ristrutturazione e l’ampliamento di una villetta degli anni Settanta hanno offerto a ELASTICOFarm l’occasione per riflettere sul potenziale del patrimonio edilizio costruito nel dopoguerra quale territorio per lo sviluppo di nuove tipologie e nuovi modi di abitare.
La casa originale, ristrutturata, non si amplia, ma genera per gemmazione un nuovo edificio formalmente, matericamente, funzionalmente e tipologicamente indipendente. Pur insistendo sullo stesso lotto di terreno, questo organismo si stacca dall’edificio originario per scoprire un nuovo intorno e un nuovo paesaggio, più vasto, aperto fino all’arco alpino che nelle giornate più limpide si percepisce nella sua maestosità.
Il rapporto con l’intorno, però, non si limita alla prospettiva orizzontale: esso si estende anche verticalmente tanto da generare il nucleo vuoto, centro della vita di questa nuova abitazione. L’edificio avvolge e comprime il cielo in una corte senza pavimento in cui non è possibile entrare. Ciò permette di percepire la sospensione e ritaglia prospettive a volo d’uccello sul terreno lasciato libero al disotto della costruzione.
La condizione di sospensione fra le chiome degli alberi permette di percepire in modo accentuato il passaggio delle ore del giorno e quello delle stagioni. La vegetazione penetra e avvolge l’edificio trasformando anche lo spazio interno.
La preesistenza e il luogo.
Il progetto si colloca ai margini del centro abitato di Cambiano, in prossimità della stazione ferroviaria del paese e della statale che collega Torino e Alba, in un contesto urbano disomogeneo, caratterizzato da permanenze del tessuto manifatturiero e interventi di edilizia residenziale recente.
L’area di intervento, tuttavia, risulta quasi avulsa da questo contesto grazie all’ampio parco privato ricco di alberi di grandi dimensioni che la circonda e che costituisce un naturale filtro verso l’esterno. L’intervento edilizio in progetto prevedeva la ristrutturazione con ampliamento di un edificio bifamiliare, risalente agli inizi degli anni Settanta, a destinazione residenziale: un fabbricato isolato a pianta quadrata, con giardino circostante caratterizzato dalla presenza di una collina artificiale che interra parzialmente il fabbricato su due lati. L’edificio, costituito di uno scheletro di travi e pilastri in cemento armato e solai in latero-cemento, si articolava su tre livelli, collegati fra di essi da una scala interna baricentrica: piano seminterrato, piano terra e piano primo (mansarda), accessibile direttamente dal cortile attraverso una scala esterna a chiocciola in prefabbricato di calcestruzzo.
Il progetto.
Le scelta progettuale ha previsto la ristrutturazione dell’edificio esistente senza ampliarlo, preferendo costruire una nuova struttura a esso attigua ma indipendente. La demolizione del sottotetto esistente ha permesso di utilizzare il nuovo solaio di copertura come tetto giardino a uso della nuova unità abitativa.
La nuova casa ricerca un rapporto diverso con il terreno, con il cielo e con il paesaggio. Si stacca da terra e si sviluppa, sospesa all’altezza delle fronde degli alberi. Nel fare ciò, si configura come l’assemblaggio di volumi diversi attorno a una corte vuota che permette al cielo di penetrare nel centro della casa. Questi volumi corrispondono alle diverse stanze e funzioni interne all’abitazione e sono legati tra loro da un percorso continuo che avvolge la corte mettendo in rapporto gli spazi abitati con il vuoto e la vertigine prodotta dal distacco dal terreno.
La distanza dal suolo viene resa evidente a chi vive o percorre la casa proprio grazie alla presenza di questa corte centrale, occupata solo dalle fronde più alte delle tre betulle che cercano la luce all’interno di questo spazio vacuo. La casa ospita tre camere, due bagni, spazi di servizio e una grande zona giorno con pranzo e cucina. Quest’ultima è stata posizionata in un’area rialzata rispetto alla zona pranzo: da lì, il proprietario, chef per passione e professione, domina il resto della casa e entra in contatto visivo anche con la terrazza e il tetto giardino.
I muri interni della casa sono stati colorati in diverse tonalità di verde che suggeriscono un legame ideale con le fronde degli alberi e con il cielo. Totalmente rivestito di lamiera di alluminio ondulata, l’edificio riflette il suo intorno cangiante, ma lo distorce astraendolo.
L’accesso alla nuova unità abitativa avviene tramite una scala metallica appesa che parte dallo spazio coperto e sale libera parallelamente alla struttura fino al piano d’ingresso.
Lo spazio sottostante la casa, ottenuto dallo sbancamento della collinetta artificiale che faceva da base all’edificio originario, è stato trattato a verde. Tre betulle, in corrispondenza del “buco”, salgono per raggiungere con le loro fronde le vetrate della casa. Un sentiero lastricato a opus incertum, con grandi lastre di Luserna, definisce il percorso tra le alberature e le alte colonne biforcute che sostengono l’edificio.
La struttura.
Questa casa a corte, sospesa tra l’edificio esistente e gli alberi, è stata costruita utilizzando una struttura prefabbricata di acciaio zincato che poggia su alti pilastri metallici a forcella e solo marginalmente sulla struttura di calcestruzzo della casa originaria.
Sia i rivestimenti esterni che le pareti murarie all’interno sono stati costruiti a secco. L’isolamento poliuretanico applicato a spruzzo offre un contributo rilevante all’alta efficienza energetica dell’edificio.
Conclusioni.
L’edificio interpreta il tema della “casa sull’albero” (sogno di ogni bambino) e sfrutta il distacco e la sospensione per evidenziare le qualità della struttura originaria e, al contempo, far godere la nuova casa di quelle viste e prospettive che non si sarebbero potute ottenere rimanendo in aderenza con il terreno.


