Pierluigi Nicolin è certamente tra le figure che più hanno influito sul pensiero critico dell’Architettura italiana e internazionale degli ultimi 50 anni. Attraverso la rivista Lotus International e i suoi numerosi scritti ha condiviso il suo pensiero, frutto del suo sguardo attento, acuto, spesso sorprendente. Lo ha fatto con passione e dedizione, con la capacità di andare oltre e di intuire, in modo del tutto svincolato dalle mode. A condurlo era la ricerca della contemporaneità e teneva, infatti, a definirsi, prima di tutto, un architetto contemporaneo.
Era un intellettuale spigoloso, pungente e irrequieto, capace di sensibilità ed empatia se percepiva nell’interlocutore una sincera passione per l’Architettura. I dialoghi spesso iniziavano con un “no” – “no, non hai compreso” – per poi addentrarsi nella discussione e in una sorta di processo di verifica in cui, senza mai ammetterlo, metteva alla prova le sue stesse convinzioni. Un metodo stimolante e complicato; difficile riuscire ad imporsi o, più banalmente, a seguire un’intelligenza tanto acuta, così come il suo colto e vasto sapere che spaziava ben oltre la disciplina dell’Architettura.
Maestro di molti senza averlo voluto, ha insegnato per anni al Politecnico: averlo incontrato è stato per tantissimi decisivo. In una Università disastrata quale era quella dei primi anni ’80, scegliere il corso del Professor Nicolin era un atto di coraggio o di incoscienza; di fatto, e non per caso, i compagni di quello splendido corso che frequentai sono i professori, gli architetti, i fotografi, i designer che oggi sono maggiormente impegnati nel panorama dell’architettura milanese.
Il suo preciso modo di progettare era, prima di ogni cosa, frutto del suo pensiero e della sua infinita conoscenza; non vi era nulla di improvvisato, nessuna linea che casualmente appariva sul foglio, ogni gesto era meditato, anche con inquietudine, per la ricerca di una soluzione. Nel progredire del progetto Pierluigi diveniva straordinario quando aggiungeva al mio lavoro, iniziale o concluso, una ragione in più, un nuovo argomento che legittimava il tutto. Non c’è stata esperienza più bella che sviscerare insieme un’idea progettuale. All’interno di quella soluzione si potevano poi trovare varianti e adattamenti, frutto di nuove richieste del committente o semplicemente, come spesso avviene, di un’esigenza di revisione dei costi; in questo senso Pierluigi Nicolin era estremamente capace e versatile.
Pierluigi, uomo incapace di fare compromessi, serio, intellettualmente onesto, dotato di una rara intelligenza era, per questo, anche una personalità complicata, in qualche modo scomoda rispetto ad un mondo che tende ad omologare e a proteggersi.
E infine, dietro a quella sua aria severa e decisa si celava un uomo capace di grandi sentimenti, di generosità e di affetto, anche di insospettate fragilità, che oggi lo rendono ineguagliabile. Il suo incontro è stato una fortuna e un arricchimento per la vita.

