L’installazione di una ruota panoramica nel cuore di Torino – nei giardini Ginsburg – solleva numerose preoccupazioni tra i residenti e gli esperti di architettura e pianificazione urbana. Mentre l’amministrazione comunale vede l’attrazione come un modo per attrarre turisti, altri – tra cui Italia Nostra e esperti di storia dell’architettura quali il Prof. emerito Carlo Olmo, progettisti come l’arch. Camerana e Carlo Ratti (“La Stampa”, cronaca cittadina, 11/08/2024.) – sollevano seri dubbi sulla localizzazione proposta, in relazione sia all’impatto visivo, sia ai problemi di traffico significativi che potrebbe indurre. Inoltre, l’impatto ambientale e i costi di manutenzione a lungo termine non sono stati valutati, sollevando dubbi sulla sostenibilità del progetto. La mancanza di una consultazione pubblica adeguata ha ulteriormente esacerbato le preoccupazioni, suggerendo che il processo decisionale potrebbe essere stato guidato più dagli interessi economici che dalle necessità e dai desideri dei cittadini di Torino.
Si dettagliano, di seguito, le principali problematiche connesse alla programmata realizzazione dell’opera di cui sopra.
Breve storia delle ruote panoramiche (Voce “ruota panoramica” in Wikipedia)
La prima ruota panoramica venne realizzata a Chicago nel 1893 grazie al progetto dell’ingegnere statunitense George Ferris, da cui il nome “Ferris wheel ” usato per indicare tale struttura nei paesi di lingua inglese. Fu costruita in occasione della Columbian Exposition che si tenne in quell’anno a Chicago. Era alta 80 metri ed era dotata di 36 cabine, ciascuna con 60 posti (di cui 40 a sedere), per cui poteva trasportare ben 2160 persone. Nel 1904 venne smontata e poi ricostruita a St. Louis per l’esposizione universale di tale città. Fu demolita nel 1906.
Nel 1905 venne eretta a Londra la Great Wheel, una ruota panoramica alta 94 metri costruita sul modello della Ferris wheel di Chicago. Progettata da due ingegneri australiani, Adam Gaddelin e Gareth Watson, rimase in funzione fino al termine del 1906, trasportando in totale 2,5 milioni di persone; fu demolita nel 1907.
Già nel 1896 era stata costruita a Vienna la Riesenrad, una ruota panoramica alta 65 metri tuttora esistente e in funzione. Era stata progettata dall’ingegnere inglese Walter Basset al fine di offrire un panorama sulla capitale austroungarica.
In occasione dell’esposizione universale del 1900 di Parigi fu edificata la Grande Roue, una ruota panoramica alta 100 metri dotata di 40 cabine. Rimase in funzione fino al 1937, anno in cui venne demolita.
In seguito furono edificate moltissime strutture di questo tipo, prevalentemente in parchi di divertimento o luna-parks. La sola ditta degli ingegneri australiani Gaddelin e Watson, che costruirono la Grande Roue di Parigi, ne realizzò oltre 200.
La più alta ruota panoramica e attualmente la “Ain Dubai” (l’occhio di Dubai). Progettata in occasione di Expo 2020, la nuova ruota panoramica di Dubai e alta 250 metri, contro i 135 metri del London Eye e i 168 metri dell’High Roller di Las Vegas, a lungo considerata la ruota panoramica più grande del mondo. La prima ruota panoramica nei porti turistici italiani è dal 2010 quella di Cattolica (RM).
La ruota panoramica proposta per Torino
I dati tecnici della ruota, così come indicati dalla ditta installatrice, nei documenti d’appalto, sono i seguenti:
– Altezza 50,20m
– Dimensioni massime in pianta della base: 22,80m x 20,86m circa
– Diametro Ruota 46,6m
– Altezza del centro di rotazione 26,90m
– Numero Gondole 28 ciascuna con 6 posti
– Peso Gondole incluso carico 28x650kg=18.200kg
– Capacità passeggeri: 6 persone per gondola x 28 = 168persone
– Velocità della ruota: 1,4giri al minuto
– Potenza assorbita elettrica: 55Kw
– Unità motore di supporto n.8 motori da 6 Kw ciascuno
– Totale peso ruota 265 ton.
– Materiali utilizzati per le strutture: Acciai S235, Acciai S355
La ruota consiste in 14 raggi, 14 settori di anelli e due settori ogni anello. L’ asse principale, sorregge la ruota e trasmette le forze agli otto piloni. I piloni sono appoggiati su tre trailer. I trailer, a loro volta scaricano il peso mediante stabilizzatori e opportuni tappi a terra. Vi sono otto motori elettrici che permettono il movimento alla ruota. Sono ubicati sull’esterno del bordo della ruota.
Il montaggio è molto celere e veloce tutto si concentra sui tre trailer che una volta piazzati ed uniti mediante pistoni oleodinamici issano i bracci dei piloni. Una volta montati tutti i piloni si stabilizza l’asse centrale e si procede con il montaggio dei raggi uno alla volta. A seguire si installano le gondole e tutte le apparecchiature necessarie.

vista laterale

vista frontale
Impatto Visivo e Architettonico
Torino è una città con un patrimonio storico e architettonico rilevante e un verde urbano importante, in relazione sia ai molti viali alberati, sia alla presenza della collina. In particolare, il Monte dei Cappuccini rappresenta un benchmark particolarmente significativo per la natura storica e urbanistica del sito: luogo di insediamento primigenio dei taurini, per la posizione privilegiata di controllo della pianura ad ovest del Po; belvedere a breve distanza dal centro con ampia veduta sulla città; centro religioso per la presenza, ancorché in fase di ‘estinzione’, dei frati francescani.
La proposta di collocare la ruota panoramica nei Giardini Ginzburg, vale a dire, sulla riva destra del Po, alla base della linea verticale visiva passante per il Monte dei Cappuccini, determina un vulnus della vista del Monte da NO, che si caratterizza per l’unicità della basilica contornata, verso il basso, da una ricca e variegata formazione di alberi ad alto fusto.

Giardini Ginzburg allo stato attuale

Sovrapposizione visiva della ruota sul fondale del Monte dei Cappuccini
Considerazioni economiche
Il vantaggio economico della ruota panoramica per la città dipende principalmente, oltre che dagli oneri concessori per la ditta installatrice, e per quella che gestirà l’impianto, prelevati dall’Amministrazione Comunale, dall’impatto sugli operatori economici di tipo turistico (bar, ristoranti, rivendita di souvenir, ecc.), siti nell’area circostante la ruota, derivante dai fruitori della stessa.
Nel caso in esame, non vi sono bar e ristoranti, o rivendite di tipo turistico, nell’area immediatamente circostante i Giardini Ginzburg – sede di collocazione della ruota – per cui non si vedono prospettive di impatto economico significativo, nemmeno nell’ipotesi di un flusso elevato di fruitori.
Accessibilità e mobilità veicolare
Il problema dell’accessibilità al sito, sia pedonale, sia veicolare, è particolarmente critico, data la presenza di uno stretto percorso ciclo-pedonale, costeggiante la recinzione dei giardini lungo corso Moncalieri.
Non esistono parcheggi nelle vicinanze. I parcheggi più vicini sono: quello, in superficie, dietro la chiesa della Gran Madre di Dio; il parcheggio interrato di Piazza Vittorio Veneto.
Considerata la conformazione irregolare, e a prato, del terreno dei giardini, non v’è possibilità di costruire un’area a parcheggio, a meno di alterare completamente il sito, cosa non giustificabile per un intervento di durata temporanea.
Sicurezza e problemi strutturali
Le norme relative alle strutture portanti, in relazione sia al carico del vento, sia alla sicurezza antisismica, impongono, considerata l’altezza della ruota, la posa di fondazioni palificate. L’impatto di tale tipo di fondazione sul terreno, e il relativo costo, non sono giustificati per un impianto di tipo temporaneo, come stabilito dall’appalto. Tra l’altro, i documenti presentati dalla ditta vincitrice dell’appalto alla Conferenza dei Servizi, non includono un tipo di fondazione progettato secondo le norme succitate.
Conclusioni e possibili collocazioni alternative
Per concludere, la collocazione di una ruota panoramica ai Giardini Ginzburg, ancorché temporanea, appare del tutto, letteralmente, ‘fuori luogo’. Possibili collocazioni alternative sono, per rimanere all’area centrale di Torino:
– Parco del Valentino – Baby Park, Viale Ceppi n. 31: ingresso lato TO Esposizioni, con eliminazione struttura canestro.
– Parco Michelotti (ex zoo).
Foto dell’autore.

