sabato 14 ottobre alle ore 11.30 |  Sala Levi |Biblioteca Archimede | piazza Campidoglio 50 | Settimo Torinese (TO)

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO “La Città Animata” IN OCCASIONE  DEL FESTIVAL DELL’INNOVAZIONE

Il progetto “La città animata”, guidato e coordinato dalla scuola capofila IC Settimo I e dal Direttore Scientifico Andrea Pagliardi, è stato sviluppato in collaborazione con ASIFA Italia, Amate l’Architettura, INARCH Piemonte – Istituto Nazionale d’Architettura, ALI – Autonomie Locali Italiane, Film Commission Torino Piemonte, Cinema Multisala Petrarca, Comune di Settimo Torinese, Rete Comuni Sostenibili, Fondazione ECM. Il progetto ha coinvolto 16 classi della scuola primaria del comune di Settimo Torinese che hanno girato per la città armati di mappe e di spirito di osservazione e hanno riversato le loro suggestioni in un cortometraggio realizzato da Alessandra Atzori.

Oltre alla proiezione del cortometraggio, l’evento sarà l’occasione per riflettere insieme sulla necessità di sviluppare un linguaggio e un modo di rappresentare la città e conseguentemente di innescare una trasformazione che possa tenere conto della complessità delle esperienze soggettive di tutti gli abitanti che la popolano.

Costruire una rappresentazione della città insieme ai suoi abitanti più fragili, significa anche esplorare un territorio sconosciuto tutto da raccontare, decostruirlo nella sua gerarchia di valori e ricostruirlo secondo un sistema condiviso e il più possibile aperto alle sensibilità di ciascuno di noi.

Per citare Tonucci una città costruita a misura di bambino è conseguentemente una città più vivibile per tutti.

ALCUNE RIFLESSIONI SUI DIVERSI MODI DI VEDERE E RAPPRESENTARE LO SPAZIO URBANO

Lo spunto offerto dal tema del festival ci ha spinti a impostare l’evento di presentazione del progetto provando a riflettere sulle diverse dimensioni del linguaggio nella sua accezione più ampia di codice comunicativo, ovvero di sistema articolato di strumenti e regole comunicative che permettono agli individui di entrare in relazione tra loro e di rapportarsi con l’oggetto della loro comunicazione.

La città, da sempre, ha significato luogo di protezione e di aggregazione, spazio simbolico di rapporti sociali, incentrata sull’attività dell’uomo e funzionale alla sua realizzazione come essere umano e come cittadino. Per tale ragione è possibile guardare alla città come ad un sistema altamente complesso in cui si sovrappongono e coesistono diversi livelli esistenziali che vanno dal micro al macro, dal personale al sociale, dall’individuale al collettivo. Infatti, è all’interno delle città che gli uomini e le donne costruiscono la propria identità.” 

La città è portatrice di una complessità di significati difficili da sintetizzare in una visione univoca.

Per questo laboratorio ci siamo quindi interrogati sui diversi livelli semantici legati da un lato alla conoscenza dello spazio urbano, dall’altra alla rappresentazione delle molteplici esperienze che vi agiscono. Come leggere la città, come interpretare gli elementi costituitivi dello spazio in cui si esercita l’esistenza, come interpretare e comprendere questi elementi attraverso lo studio delle mappe, infine come rappresentare il vissuto esperienziale (per sua natura singolare e soggettivo) attraverso l’utilizzo di un ulteriore linguaggio, in questo caso linguaggio cinematografico.

Tutto questo tenendo presente che il modo con cui si racconta la città può essere a sua volta un veicolo per innescare una trasformazione dello spazio urbano.

Il racconto della città può essere già esso stesso trasformazione.

Fare innovazione è anche spesso un processo di attribuzione di nuovi significati; nuovi significati che richiedono nuove forme comunicative che siano aderenti al messaggio. La città è un fenomeno urbano in continua trasformazione per il quale diventa sempre più difficile sviluppare una relazione di identificazione ed apparenza nei confronti dei cittadini. Raccontare un fenomeno è un modo che favorisce questa relazione. Nel momento in cui si racconta o si rappresenta un fenomeno lo si acquisisce e lo si fa in qualche maniera proprio. Si racconta quello che si sa (o che si ritiene di sapere) di un fenomeno, ma mentre si racconta si finisce per conferire ed attribuire delle qualità e dei significati all’oggetto del racconto.

La città raccontata dai bambini è quindi una città a cui viene conferita un’anima. 

È stato costruito quindi un percorso che passa dalla lettura del linguaggio architettonico ed urbano, necessario per fornire gli elementi per interpretare una realtà (oggettiva), per arrivare a fornire gli strumenti di base della comunicazione cinematografica con la quale sintetizzare i diversi punti di vista soggettivi.

Un percorso che passa attraverso diversi livelli.

Un primo livello di conoscenza è passato attraverso l’illustrazione di diversi tipi di mappe. La forma e il modo di rappresentare un territorio sono già una scelta che determina il livello informativo che si vuole rappresentare. La scelta di modelli grafici, colori, punti di vista, stili compositivi, presuppone a monte una conoscenza del fenomeno che intende comunicare. Conoscere il fenomeno comprenderlo e trovare il corretto modo di riversarlo in una mappa è già un di per sé un processo di apprendimento.

Un secondo livello è stato quello dell’esperienza diretta. I bambini hanno esplorato lo spazio urbano intorno alla scuola, con il mandato di osservare la città e i suoi elementi caratteristici. Si è trattato di una piccola esplorazione psicogeografica condotta limitando il più possibile l’intervento degli adulti e cercando di assecondare le ispirazioni e gli spunti dei bambini.

Il terzo livello si è sviluppato nella costruzione della rappresentazione finale, quando si è dovuto trovare una sintesi che tenesse conto delle molteplici suggestioni raccolte dai bambini. In questa fase ci siamo posti il problema di trovare un linguaggio che potesse da una parte mettere in comunicazione due universi semantici diversi (il mondo infantile e il mondo degli adulti) dall’altra trovare una forma espressiva che potesse ben sintetizzare anche la complessità interna al mondo dei bambini.

L’utilizzo del cinema all’interno dei processi educativi permette (…) di promuovere lo sviluppo di almeno tre tipi di sguardo che coincidono con altrettanti modelli di impiego del cinema: lo sguardo semio-didattico che trasforma la struttura linguistica del film in oggetto di analisi e riflessione intono al suo funzionamento simbolico; lo sguardo socio-educativo che guarda al film come mezzo per cogliere un tema rilevante e avviare una discussione critica intorno ad esso; lo sguardo clinico che permette di far emergere una proiezione psicologica individuale attivando processi di appropriazione e di immedesimazione.

“l’importanza riconosciuta al cinema nei processi di apprendimento si lega a quattro valori educativi fondamentali: formare persone capaci di organizzare le conoscenze; insegnare la condizione umana; imparare a vivere; costruire una cultura e una scuola della cittadinanza.”

Il processo produttivo artigianale del cinema di animazione è diventato quindi strumento di ricerca e analisi della città.

Il 2023 saluta l’avvio del progetto La Città Animata, un’attività didattica che ha ottenuto il sostegno dei fondi ministeriali attraverso il bando “CIPS Cinema Lab: Il linguaggio cinematografico e audiovisivo come oggetto e strumento di educazione e formazione”.

La Città Animata, iniziativa che coinvolge circa 400 bambine e bambini delle scuole primarie Giacosa e Vivaldi (IC Settimo I), Roncalli (IC Settimo II), e le scuole dell’infanzia statali Collodi (IC Settimo I) e Salgari (IC Settimo II) e paritarie S. Vincenzo de Paoli e S. Giuseppe Artigiano, si propone di promuovere le tecniche e i processi del cinema d’animazione come modalità di comprensione e rielaborazione del reale, con l’obiettivo di stimolare l’osservazione consapevole della propria città.

Il progetto, guidato e coordinato dalla scuola capofila IC Settimo I e dal Direttore Scientifico Andrea Pagliardi, è stato sviluppato in collaborazione con ASIFA Italia, l’associazione che riunisce i professionisti italiani del cinema d’animazione e, sotto l’egida di UNESCO, opera per la diffusione del linguaggio dell’animazione come strumento di pace e dialogo tra i popoli, e Amate l’Architettura, l’associazione culturale che sostiene e promuove la diffusione dei temi legati all’architettura e all’urbanistica come veicoli per il miglioramento della qualità della vita.

Nell’iniziativa sono parimenti coinvolti partner preziosi come INARCH Piemonte – Istituto Nazionale d’Architettura, ALI – Autonomie Locali Italiane, Film Commission Torino Piemonte. La città è fortemente rappresentata da Comune di Settimo Torinese, Cinema Multisala Petrarca, Fondazione ECM.

RASSEGNA STAMPA

I LABORATORI

gennaio – maggio 2023